Department of Italian
L'identità italiana tra particolarismi e globalizzazione
Ricerca sul campo - Scuola Estiva
1. Il progetto "L'identità italiana tra particolarismi e globalizzazione"
La Cattedra di Linguistica Generale dell'Università Federico II di Napoli (titolare la Prof. Rosanna Sornicola; www.linguisticagenerale.unina.it, in collaborazione con il Dipartimento di Italiano della University of Cambridge (responsabili i Prof. Adam Ledgeway e Laura Lepschy), è promotrice di un progetto scientifico e culturale sul tema "L'identità italiana tra particolarismi e globalizzazione".Tale progetto è finalizzato alla realizzazione di uno studio sul comportamento linguistico e culturale degli emigranti campani in contesto europeo e di una Scuola Estiva di Formazione destinata a figli di emigrati italiani di seconda e terza generazione residenti in Europa.
Obiettivi di tale iniziativa sono pertanto:
- la promozione della regione Campania come centro culturale e luogo in cui si intrecciano tradizioni antiche e possibilità di sviluppo economico e sociale;
- la ricostruzione del sentimento di identità degli emigrati italiani, al fine di ricostruire le principali caratteristiche dell'emigrazione campana e di incoraggiare lo sviluppo, all'interno della regione, di attività culturali ed economiche.
Il progetto è articolato in due momenti: in una prima fase, saranno condotti studi micro-sociolinguistici su migranti campani in Inghilterra e, in una seconda, verrà realizzata la Scuola Estiva.
Filo conduttore del progetto è l'attenzione centrale rivolta ai problemi linguistici, dettata dalla consapevolezza del ruolo della lingua nella costruzione dell'identità. Attraverso uno studio micro-sociolinguistico dettagliato, risulta possibile una comprensione più profonda delle dinamiche di adattamento e di integrazione, dei risvolti psicolinguistici ed emotivi del processo migratorio e della stessa identità migrante, che si muove tra più lingue e più culture. In particolare, gli Enti promotori del progetto ritengono che ricostruire le storie di vita dalla viva voce dei parlanti e capire le loro dinamiche e peculiarità linguistiche (fonetiche, morfologiche, sintattiche e lessicali) siano dei passi fondamentali verso una conoscenza sempre più approfondita della condizione migratoria.
Per la ricerca sul campo, la Cattedra di Linguistica Generale dell'Università Federico II di Napoli sta procedendo ad una Convenzione con il Dipartimento di Italiano della University of Cambridge. Tale Dipartimento intende collaborare, oltre che sugli aspetti scientifici, offrendo anche un supporto organizzativo e logistico sul territorio .
Per la Scuola Estiva, si è costituito un Comitato Scientifico Internazionale, che vede coinvolti esperti con orientamenti disciplinari diversi, afferenti a università europee e nord-americane, e in vario modo specialisti dei temi che si intendono trattare.
2. La ricerca sul campo
La prima parte del progetto è relativa allo studio linguistico e antropologico delle migrazioni campane in contesto europeo. Per l'anno 2009, si intende lavorare sulle migrazioni campane in Inghilterra: tale decisione è stata effettuata sulla base della letteratura esistente che ha mostrato come tale paese sia stato nell'ultimo secolo la meta di un flusso costante di emigrati italiani, i cui spostamenti sono stati recentemente favoriti dall'aumento di voli economici tra la capitale inglese e molti aeroporti italiani.Nel secolo passato, l'emigrazione italiana in Inghilterra era formata prevalentemente da uomini poco scolarizzati, che solo in un secondo momento si facevano raggiungere dalla famiglia, mentre dagli anni '90 è aumentata la componente colta dei flussi in uscita: i nuovi migranti sono spesso in possesso della laurea, decidono di emigrare non perché in Italia non troverebbero lavoro, quanto piuttosto per un avanzamento sociale che qui non sembra loro realizzabile. Hanno pertanto un elevato potenziale di mobilità: presumibilmente conoscono una lingua straniera, hanno una qualche conoscenza del paese verso cui sono diretti, non devono fare sacrifici economici o addirittura indebitarsi per comprarsi il biglietto aereo, hanno un facile accesso a una serie di informazioni logistiche, un tempo recuperabili in parte solo attraverso il sistema delle catene migratorie. Percepiscono la propria migrazione come profondamente diversa da quella dei lavoratori stagionali, dei turisti e di quei migranti delle classi più modeste che si proponevano di emigrare per mettere da parte i soldi necessari per avere, una volta ritornati a casa dopo una migrazione stanziale e prolungata, un tenore di vita lievemente migliore.
Da tali considerazioni, emerge la complessità del fenomeno migratorio che nel corso del secolo passato è cambiato profondamente. È pertanto un'esigenza di primaria importanza la ricostruzione di tali dinamiche attraverso una sistematica ricerca sul campo effettuata con tecniche antropologiche e sociolinguistiche in modo da poter documentare l'effettivo punto di vista dei migranti intervistati e di avere accesso a dati linguistici altrimenti difficilmente recuperabili.
In particolare, proprio attraverso una ricostruzione minuziosa e dettagliata dei testi orali raccolti, ci sembra possibile penetrare in tematiche complesse quali l'integrazione, la costruzione dell'identità dei migranti: nella nostra prospettiva, infatti, l'approccio linguistico non è fine a sé stesso, ma, al contrario, è uno strumento indispensabile e ineliminabile per la comprensione di aspetti culturali e sociali.
L'Inghilterra rappresenta, a nostro avviso, un'area privilegiata d'indagine per la complessa storia immigratoria che la caratterizza: riteniamo che con l'analisi iniziale di un solo paese di immigrazione sia possibile ricostruire alcune caratteristiche storiche della realtà sociale italiana e campana in particolare, come, ad esempio, le cause degli spostamenti, la percezione e l'immagine dell'Italia e delle sue condizioni economiche, il mancato processo di industrializzazione di vaste aree della regione. Nei primi mesi della ricerca, ci soffermeremo sull'emigrazione italiana diretta a Bedford e Cambridge, al fine di studiare due comunità in parte diverse per la storia migratoria ed in parte simili per le dinamiche linguistiche e culturali coinvolte.
La ricerca sul campo prevede la residenza di giovani ricercatori italiani in Inghilterra con il compito di raccogliere le storie di vita degli emigrati, materiali video e fotografici che saranno resi disponibili attraverso la realizzazione di un Archivio Digitale. Tali materiali infatti costituiscono un prezioso documento di storia umana e sociale dell'intera Italia meridionale. In una seconda fase, questi materiali saranno analizzati nel dettaglio da un punto di vista filologico, da un punto di vista sociolinguistico e da un punto di vista antropologico, in modo da fornire un quadro completo della personalità di ciascun migrante. L'adozione di questa triplice prospettiva, che restituisce in parte la complessità del testo, rappresenta il punto di forza del progetto: condotta da esperti, l'analisi può contribuire non solo alla comprensione di concetti chiave come quello di integrazione, assimilazione e multiculturalismo, ma anche alla una pianificazione di interventi e attività culturali più mirate e consapevoli destinate ai giovani italiani residenti all'estero e ad una più attenta progettazione delle strategie volte all'integrazione dei migranti di ritorno presenti nella nostra regione, favorendo allo stesso tempo un incremento degli scambi internazionali.
3. La Scuola Estiva "L'identità italiana tra particolarismi e globalizzazione"
La scuola estiva sul tema "L'identità italiana tra particolarismi e globalizzazione", promossa dal Comitato Internazionale e organizzata dalle Cattedre di Linguistica Generale (Prof. Rosanna Sornicola), Storia della Lingua Italiana (Prof. Nicola De Blasi) e di Antropologia Culturale (Prof. Valeria Petrarca) dell'Università Federico II di Napoli, è destinata a figli di emigrati italiani di seconda e terza generazione residenti in Europa. Si propone di affrontare in maniera intensiva e pluridisciplinare il tema dell'identità italiana, evidenziandone la complessità e la continua tensione tra particolarismi e realtà globale.Calata nel contesto irpino, una delle aree italiane con il più elevato tasso di emigrazione, la Scuola Estiva è finalizzata anche alla conoscenza diretta dei luoghi d'origine, della loro storia e delle loro peculiarità antropiche, economiche, culturali e linguistiche. La scelta del contesto irpino si deve ricondurre ad alcune sue caratteristiche: area di incontri tra popoli con lingue e culture diverse, di cui si conservano ancora le tracce nei paesi di minoranza linguistica (Greci, con i vicini Celle e Faeto), di traffici economici, di scambi culturali, l'Irpinia è però ancora radicata in una dimensione locale, di cui conserva tradizioni e memoria.
La Scuola è stata concepita come occasione di ritorno, non necessariamente momentaneo, di giovani italiani e si pone come un punto di raccordo tra l'Irpinia e l'Europa, tra particolarismo e globalizzazione.
La Scuola prevede una didattica frontale e la realizzazione di escursioni sul campo, durante le quali gli allievi potranno conoscere i luoghi e la loro storia, ma anche interagire con la gente del posto, che, anche nei casi in cui non si è mai spostata dal proprio paese, ha conosciuto e subito le massicce migrazioni e ne è stata profondamente condizionata. In tal modo, si vuole mostrare agli allievi le potenzialità economiche ed umane dell'area.
Attraverso la didattica e le attività sul campo, infatti, ci si propone di favorire lo sviluppo di imprese o altre attività economiche da parte degli allievi. Ricerche preliminari nelle comunità italiane all'estero hanno mostrato la voglia dei giovani italiani emigrati di intraprendere iniziative economiche nella terra d'origine, seguendo molto spesso l'esempio dei propri genitori e nonni: questi ultimi, infatti, nonostante difficoltà linguistiche ed economiche, frequentemente, sono riusciti a realizzare attività imprenditoriali (ristoranti, agenzie di import - export, imprese edili) nel paese d'emigrazione, lasciando in aree come l'Irpinia un vuoto, che potrebbe oggi essere ricoperto proprio dai loro figli.
La Scuola è destinata ad un minimo di dieci e ad un massimo di venti frequentanti e prevede una durata di una settimana, in cui accanto ai corsi, tenuti da esperti degli Atenei napoletani ed italiani, si svolgeranno escursioni all'interno dell'area irpina volte alla scoperta dei tesori artistici, architettonici e delle risorse economiche, sociali ed umane qui presenti.
I corsi saranno incentrati sul tema dell'identità italiana in una prospettiva pluridisciplinare: saranno, infatti, tenuti da storici, antropologi, economisti, sociologi e linguisti, in modo da consentire un dibattito tra le discipline e un maggiore coinvolgimento da parte degli studenti. Ampio risalto sarà dato alla questione dell'emigrazione italiana all'estero e alle problematiche linguistiche ad essa collegate.
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